Solitamente, nelle assemblee popolari possono essere elette solo persone maggiorenni: per chi non ha ancora 18 anni, però, esistono i Parlamenti dei bambini e dei giovani. Di questi organi non c’è una definizione univoca e ovunque valida: si tratta per lo più di un concetto comprensivo di diverse forme di rappresentanza che partecipano al processo decisionale o di forum di discussione di giovani; in comune tra loro, hanno il confronto tra rappresentanti della giovane generazione per discutere, deliberare e prendere decisioni.
Che poi queste decisioni – se sensate e orientate al futuro – siano effettivamente attuate, o che trovino ascolto da parte di coloro che hanno le competenze per realizzarle, questa è un’altra questione. Dipende infatti dall’organizzazione che decide di istituire un tale Parlamento dei bambini o dei giovani stabilire quali diritti esso avrà e di quali temi si dovrà occupare.
Quello che è certo, è che secondo l’articolo 13 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, “il fanciullo ha diritto alla libertà d’espressione” e di ricevere informazioni, mentre l’articolo 12 sancisce il diritto di essere ascoltato. E che con i Parlamenti dei bambini o dei giovani si promuove lo sviluppo della coscienza democratica e l’entusiasmo per la collaborazione al bene comune.
La partecipazione di bambine, bambini e giovani in Alto Adige
In Alto Adige, la partecipazione della giovane generazione a livello comunale è regolata per legge già da due decenni, cioè dall‘entrata in vigore di un’apposita legge regionale.
Anche un Consiglio provinciale dei bambini e delle bambine è stato già istituito, riunendosi più volte: l’ultima, nel febbraio 2023. I più di 200 giovani partecipanti hanno avuto a disposizione diversi mesi di incontri nell’ambito della propria classe scolastica, gruppi parrocchiali (legati alla Katholische Jungschar Südtirols) e la settimana per le famiglie (Familienwoche) della Lebenshilfe per elaborare e attuare progetti nei diversi ambiti tematici. Nell’ambito della sostenibilità, per esempio, si sono occupati di raccogliere rifiuti, predisporre cartelli per la corretta raccolta differenziata o piantare alberi; in campo sanitario hanno realizzato disegni per decorare i reparti pediatrici. Tutti i progetti sono stati presentati al plenum del Consiglio provinciale dagli stessi bambini e bambine, in occasione di un incontro conclusivo durante il quale hanno fatto anche ulteriori proposte su temi per loro particolarmente importanti.
In futuro, al Consiglio provinciale dei bambini si affiancherà un Consiglio provinciale dei giovani, con cadenza regolare: lo ha stabilito l’assemblea provinciale nel novembre 2024, approvando all’unanimità una proposta del Team K sottoscritta anche da SVP, Wir Bürger/Noi cittadini e Gruppo verde. Come esso si strutturerà, non è ancora stabilito: per definirne i dettagli, è previsto un confronto dei responsabili in Consiglio provinciale con organizzazioni giovanili.
Il Parlamento dei giovani della Convenzione delle Alpi
Già adesso, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano ospita una volta l’anno “consiglieri e consigliere” di un Parlamento dei giovani: si tratta di alunni e alunne dell’Istituto secondario per il turismo e le biotecnologie “Marie Curie” di Merano, che partecipano al Parlamento dei giovani della Convenzione delle Alpi (YPAC). Esso riunisce giovani di 7 Paesi alpini, che si confrontano su temi come la tutela dell’ambiente, il turismo o l’utilizzo sostenibile delle risorse idriche. I giovani meranesi presentano al plenum del Consiglio provinciale le risoluzioni, vale a dire le proposte, elaborate da quest’assemblea , affidandole al plenum e rispondendo alle domande di consiglieri, consigliere e componenti della Giunta provinciale.