Il lavoro parlamentare nella sua espressione migliore è fatto di confronto tra le diverse posizioni e di ricerca di una proposta il più possibile condivisa. È quanto è accaduto nella discussione della mozione (documento che assegna alla Giunta provinciale, o al Consiglio stesso, determinate indicazioni o compiti) con cui il Gruppo verde chiedeva al Consiglio provinciale di condannare l’estremismo di destra, che consigliere e consiglieri si impegnassero a seguire principi di verità e correttezza della propria comunicazione politica, che l’ufficio di presidenza redigesse una carta dei valori democratici, e alla Giunta provinciale di affidare un incarico per uno studio scientifico sulla diffusione di ideologie di estrema destra, elaborare una strategia di formazione per rafforzare la prevenzione nelle scuole e nei servizi giovani, nonché una serie di interventi per potenziare la prevenzione dell’estremismo di destra, la formazione politica e storica, il sostegno alle vittime di attacchi razzisti e antisemiti. In seguito a confronto con le forze di maggioranza, la prima firmataria Brigitte Foppa ha accolto e condiviso un emendamento (proposta di modifica) di SVP e La Civica che allargava la condanna anche all’estremismo di matrice religiosa e all’estremismo di sinistra, aggiungendo al titolo la frase “Contro ogni forma di estremismo”. Ha respinto invece una proposta di emendamento della Süd-Tiroler Freiheit per inserire la necessità di opporsi alla toponomastica di impronta fascista.
Le motivazini della proposta
La proposta originaria prendeva spunto dalla diffusione in Europa, Italia compresa, di “segnali che indicano come l’ideologia introdotta e ancorata dal fascismo e dal nazionalsocialismo non è stata ancora sconfitta”. Presentandola, Brigitte Foppa chiariva che una politica conservatrice non è di per sé assimilabile all’estremismo di destra, che ha tra i propri obiettivi la distruzione della democrazia.
Harald Stauder (SVP), cofirmatario, ha sostenuto che estremismo di sinistra ed estremismi religiosi andavano considerati e respinti al pari dell’estremismo di destra, e sottolineato che, attraverso le associazioni giovanili e le scuole, la Giunta si è già attivata nell’ambito formativo.
Un dibattito partecipato
Nel successivo dibattito in aula, Sandro Repetto (Partito Democratico) ha criticato la “retorica fascista” ed evidenziato che chi crede nella democrazia deve offrire un progetto di futuro a chi si sente escluso.
Renate Holzeisen (VITA) ha segnalato che anche durante la pandemia c’era stata una forma di estremismo, volta a ridurre la libertà di opinione: non essendo questa citata nella mozione, si è astenuta in merito.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatario dell’emendamento sulla toponomastica fascista, ha imputato alla sinistra e alle sue politiche sull’immigrazione la radicalizzazione in Europa.
Waltraud Deeg (SVP) ha fatto riferimento al recente successo elettorale del partito di estrema destra AfD in Sassonia-Anhalt, e invitato a posizionarsi in modo chiaro per la democrazia e i diritti umani.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha ritenuto che con la “scusa” del nazionalsocialismo non si vogliano affrontare i veri problemi, e contestato che chiunque si opponga a all’aperura dei confini non sia considerato semplicemente “patriota” ma “estremista”.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ritenuto giusto distanziarsi da ogni estremismo ma impossibile vincolare la comunicazione politica; ha aggiunto che la proposta non ha alcuna efficacia se non quella di “fare bella figura”.
Paul Köllensperger (Team K) ha ribadito che il patriottismo non è estremismo di destra e ritenuto che l’unico modo per evitare la diffusione degli estremismi sia offrire una politica che risolve i problemi.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), primo firmatario dell’emendamento sulla toponomastica, ha sostenuto che la mozione dimostra una mancata rielaborazione, in Alto Adige, della storia locale, e che classificare chi sostiene la “Heimat” come estremista di destra rischia di relativizzare il vero estremismo.
L’ass. Philipp Achammer (SVP) ha criticato che si giustifichino esiti elettorali come quello della Sassonia Anhalt con la scusa della democrazia, nonché affermazioni della AfD contro stranieri e omosessuali.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde), cofirmatario della mozione in discussione, ha detto di essere contro ogni estremismo, ma invitato a considerare alcune manifestazioni degli esponenti della maggioranza a favore di esponenti e forme retoriche di estrema destra.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha sottolineato che il Governo italiano di destra è stato eletto democraticamente e che il fascismo è morto, e aggiunto – riferendosi alle celebrazioni di Acca Larentia e a una manifestazione di estrema destra a Pietramurata – che in democrazia non si può impedire di riunirsi e dire la propria pacificamente.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatario dell’emendamento sulla toponomastica, si è detto preoccupato che sudtirolesi pacifici che lavorano e amano la propria Heimat vengano considerate estremisti di destra.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmataria dello stesso emendamento, ha sostenuto che chi nega la legittimità dell’elezione democratica che ha visto prevalere la AfD in Germania dovrebbe farlo anche per Fratelli d’Italia in Italia.
In replica, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ricordato l’accordo di coalizione che ripudia ogni forma di nazionalismo, fascismo ed estremismo, e chiarito che gran parte degli elettori dell’AfD non sono estremisti, ma la relativa politica è fondata sull’odio. Ha poi sottolineato l’importanza della sicurezza e del rispetto delle norme.
La proponente Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ritenuto che il dibattito non fosse riuscito ad uscire dalla bolla “destra/sinistra”, e sottolineato che la mozione intendeva invece difendere la democrazia dagli estremismi.
La parte impegnativa della proposta è stata accolta dall’aula a maggioranza.