Politiche e politici sembrano avere un’opinione (quasi) su ogni tema, e la condividono volentieri. Ma fare politica non significa solo comunicare, discutere e votare: significa anche porre domande, raccogliere informazioni e valutare prospettive diverse. Proprio per questo, nel Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano esiste, tra gli altri, lo strumento delle audizioni.
Cos’è una “audizione!?
Nel website del Consiglio provinciale, le audizioni sono descritte come la possibilità di chiedere il parere di esperti/esperte e di rappresentanti di diverse organizzazioni. Nel caso in cui vengano ascoltate più persone e l’incontro assuma un certo carattere pubblico, si utilizza anche il termine inglese hearing. L’idea alla base è molto semplice: quando all’interno di una commissione si discute di un determinato tema, è possibile invitare persone che possono contribuire in modo significativo a chiarire l’argomento. Si tratta, ad esempio, di ricercatrici e ricercatori, professioniste e professionisti del settore, rappresentanti di associazioni, federazioni o sindacati. Anche un sopralluogo – ovvero, una visita direttamente sul posto – può far parte di questo tipo di approfondimento.
Che tipo di audizioni esistono in Consiglio provinciale?
Proprio in questi giorni, nella IV commissione legislativa del Consiglio provinciale sono state esaminate tre richieste di audizione: una per ascoltare i dirigenti e le dirigenti dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige con la partecipazione di esperti/esperte e stakeholder in merito alla situazione della sanità (proposta dal Team K), una per la presentazione della relazione finale del progetto “Violenza a sfondo sessuale” (proposta dall’assessora Rosmarie Pamer) e una sul tema educazione sessuale ed emotiva (proposta dal Gruppo verde). Tutte le audizioni dovranno essere svolte – le ultime due insieme alla I commissione legislativa, poiché si tratta di argomenti che riguardano entrambi gli organi.
In totale, sono quattro le commissioni legislative, ognuna di esse competente per diversi ambiti tematici: il loro compito è esaminare tecnicamente i disegni di legge prima che vengano trattati dall’intera assemblea del Consiglio provinciale.
Non sono solo le commissioni legislative, ma anche le commissioni d’inchiesta, che si occupano di indagare determinati fatti o situazioni, possono convocare audizioni. La commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità, ad esempio, da qualche mese organizza audizioni di persone provenienti da diversi settori – dalla sanità e dal sociale alla politica e alle forze dell’ordine, ai media e all’economia.
Le sedute delle commissioni, di regola, non sono pubbliche: ciò significa che solo chi fa parte della commissione può presenziarvi. Tuttavia, se si ritiene opportuno, la commissione può decidere che anche altre persone possano assistere a un’audizione.
Oltre alle audizioni decise a maggioranza da chi compone una commissione, ci sono quelle previste per legge o dal Regolamento interno del Consiglio provinciale. Una di queste si è svolta, ad esempio, nella sessione di settembre 2026 del plenum (l’assemblea consiliare), quando la responsabile del Centro di tutela contro le discriminazioni ha presentato il proprio rapporto annuale 2025 e risposto alle domande di consigliere e consiglieri.
Perché le audizioni sono necessarie?
Durante le audizioni, consigliere e consiglieri non si limitano ad ascoltare altre opinioni e punti di vista: possono porre domande mirate, approfondire esperienze pratiche e ottenere informazioni aggiuntive. Questo torna poi utile nella successiva discussione di un disegno di legge o di altre misure.
La democrazia non consiste solo nel fatto che chi è eletto prende decisioni: queste decisioni devono anche essere prese sulla base delle migliori informazioni possibili. Le audizioni offrono una possibilità di approfondimento aggiuntiva, facendo approdare nel lavoro parlamentare conoscenze ed esperienze della società.