State freschi! Perché il caldo torrido è un tema politico

di Redaktion Redazione

L’estate più calda di sempre è finita, le aule scolastiche non sono più roventi e le ondate di calore sembrano terminate: non per questo, il tema delle temperature estreme deve essere abbandonato: di recente, in Consiglio provinciale sono state discusse misure di contrasto di questi fenomeni climatici estremi.

L’estate 2026 è ormai terminata, ma è difficile dimenticare le temperature estreme e le grandi ondate di calore che l’anno caratterizzata, influenzando direttamente la vita quotidiana di molte persone. A soffrire particolarmente il caldo sono stati anziani e anziane, bambine e bambini, le persone malate e tutti coloro che lavoravano all’aperto. Il fatto che tutto questo sia passato non è sufficiente per abbandonare il tema: è invece uno stimolo per intervenire al fine di affrontare in futuro la situazione con una preparazione migliore.

Due mozioni, un obiettivo comune

Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige si è occupato della questione nella sessione di settembre 2026, nel corso della quale sono state presentate due mozioni sul tema.
Con la prima, Il caldo torrido mette a rischio pazienti e chi lavora negli ospedali e nelle strutture di cura – urge tutela!, il Team K proponeva l’elaborazione di un piano provinciale di protezione dal caldo, con competenze chiaramente definite, canali di comunicazione e misure immediate da attivare in caso di ondate di calore, nonché a sviluppare specifici protocolli di protezione dal caldo per  ospedali, case di riposo e altre strutture sanitarie, al fine di proteggere meglio pazienti e personale dalle conseguenze del caldo estremo.
Il primo firmatario della proposta, Franz Ploner
(Team K) ha evidenziato che il cambiamento climatico è già evidente, e il numero dei giorni di caldo intenso in aumento: è quindi necessaria una maggiore protezione per le persone particolarmente vulnerabili. Le alte temperature, ha sottolineato poi, rappresentano anche una grande sfida per ospedali e strutture assistenziali.
La seconda, L’Alto Adige ha bisogno di un piano di protezione dal caldo, presentata dal Gruppo verde, chiedeva l’adozione di un piano vincolante di protezione dal caldo per tutto l’Alto Adige, nonché l’elaborazione da parte di tutti i Comuni di analoghi piani locali. Sollecitava inoltre il libero accesso ai laghi balneabili della provincia, più punti di distribuzione di acqua potabile, maggiori aree ombreggiate negli spazi pubblici e ambienti climatizzati nelle scuole, nelle case di riposo e negli edifici pubblici, nonché una rete di cosiddette “Cool Zones”, luoghi in cui le persone possano trovare gratuitamente refrigerio in caso di caldo estremo.
Per Zeno Oberkofler (Gruppo Verde), primo firmatario della mozione, la protezione dal caldo è anche una questione sociale: chi può permettersi un impianto di climatizzazione ha, infatti, maggiori possibilità per proteggersi, mentre le persone con redditi più bassi sono spesso più esposte alle sue conseguenze.

Le opinioni di consigliere e consiglieri

Le due mozioni sono state esaminate insieme nella cosiddetta “trattazione congiunta”: ciò significa che chi interveniva poteva farlo contemporaneamente su entrambe.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto come si individua un decesso a causa del caldo, dicendosi scettico sui relativi dati.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde), cofirmataria della seconda mozione, ha sottolineato che le misure preventive devono essere pianificate per tempo e ribadito la necessità di un piano provinciale di protezione dal caldo.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), rilevando la necessità di un monitoraggio a lungo termine,  ha chiesto un approccio globale alla protezione dal caldo che tenga conto delle territorio e delle modalità costruttive degli edifici.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha annunciato sostegno a entrambe le mozioni, mettendo però in guardia dall’allarmismo e richiamando la capacità di adattamento dell’essere umano.
Sandro Repetto (PD – Partito Democratico) ha definito le ondate di calore un serio pericolo per la salute, si è espresso a favore della tutela dei lavoratori e ha sostenuto entrambe le mozioni.
Anche Renate Holzeisen (Vita) ha appoggiato entrambe le mozioni, evidenziando come soprattutto chi abita in città soffre particolarmente le elevate temperature.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria della seconda mozione, ha ribadito l’urgenza di adottare misure contro il riscaldamento globale e si è espressa a favore di un ritorno all’uso del termine “effetto serra” anziché “cambiamento climatico”.
Rosmarie Pamer (SVP) ha riferito che il caldo si è fatto sentire anche nei servizi di assistenza agli anziani e all’infanzia, ricordando inoltre l’esistenza di contributi per i Comuni e misure di protezione già attivi.
Proprio l’impegno dei Comuni in quest’ambito è stato sottolineato da Harald Stauder (SVP), che si è chiesto se sono davvero necessarie ulteriori direttive centralizzate.
Paul Köllensperger (Team K), cofirmatario della prima mozione, ha sostenuto entrambe le proposte e ha chiesto un rafforzamento delle misure a tutela delle persone anziane, nonché interventi più incisivi per ridurre il carico termico nelle aree urbane.

La replica della Giunta

La replica della Giunta ha coinvolto più assessori, in base agli ambiti di competenza. L’assessore alla Salute Hubert Messner ha richiamato le misure di protezione dal caldo già esistenti e quelle in fase di pianificazione nel settore sanitario, annunciando inoltre ulteriori iniziative trasversali tra i diversi Dipartimenti. L’assessore all’Ambiente Peter Brunner ha aggiunto che l’Alto Adige dispone già di una buona rete di punti pubblici approvvigionamento di acqua potabile. L’assessore alle Opere pubbliche Christian Bianchi ha dichiarato che nell’ambito della campagna di ristrutturazione di edifici pubblici “Building renovation”, così come in caso di nuove costruzioni, si promuovono interventi di riqualificazione energetica, adeguati alle elevate temperature. Infine, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha inquadrato la tematica nell’ambito della più ampia attività di  resilienza della Provincia, facendo riferimento al coordinamento centrale  delle diverse misure previste.
Entrambe le mozioni sono state infine respinte dal Consiglio provinciale. Tuttavia, il dibattito in aula ha mostrato come gli eventi meteorologici estremi non rappresentino più uno scenario futuro, ma una realtà già presente, e come il tema della protezione dal caldo continuerà a occupare un ruolo rilevante nell’agenda politica anche nei prossimi anni.