Una sola legge, molti temi: cosa si nasconde dietro una “omnibus”

di Redaktion Redazione

In Consiglio provinciale vengono a volte discussi disegni di legge con articoli che riguardano temi diversi, come il recente dlp 71/26: sono chiamati “omnibus”. Doi cosa si tratta esattamente? E perché l’ultima è stata particolarmente discussa?

Una legge con cui disciplinare contemporaneamente ambiti diversi – dalla cultura alla caccia e alla prevenzione incendi, dall’energia agli appalti pubblici e all’edilizia abitativa – tutto in un unico testo? Succede spesso. Nella sessione di lavori di giugno-luglio 2026, il Consiglio provinciale si Bolzano ne ha approvata una: con 19 voti favorevoli, uno contrario e undici astensioni è stato dato il via libera al disegno di legge omnibus n. 71/26 presentato dalla Giunta provinciale, dal titolo: “Modifiche a leggi provinciali in materia di uffici provinciali e personale, cultura, spettacoli pubblici, ordinamento forestale, caccia e pesca, protezione antincendio e civile, utilizzazione delle acque pubbliche, tutela del paesaggio e dell’ambiente, energia, patrimonio, finanze, lavori pubblici, servizi e forniture, alpinismo, turismo e industria alberghiera, miniere, edilizia abitativa agevolata, assistenza e beneficenza, igiene e sanità, trasporti”.
Ma che cos’è esattamente una legge omnibus? E perché un tema in particolare ha suscitato, in quella sessione, tante discussioni?

Che cos’è una legge omnibus?

Una legge omnibus è un testo legislativo che contiene modifiche a molte norme esistenti. Con questa modalità, si riuniscono più interventi in un unico testo, invece di avviare un procedimento legislativo separato per ogni piccola modifica: questo permette di risparmiare tempo e lavoro amministrativo, anche perché spesso si tratta di adeguamenti tecnici, nuove competenze o piccoli miglioramenti.

Tuttavia, le critiche non mancano: secondo alcuni, queste leggi possono diventare rapidamente molto ampie  e difficili da comprendere nel loro insieme. Inoltre, c’è il rischio che temi importanti o controversi ricevano meno attenzione.

Anche nel Consiglio provinciale altoatesino l’opposizione critica regolarmente le “omnibus”. Nel caso del disegno di legge n. 71/26, diverse nuove disposizioni sono state messe in discussione, ma quella più dibattuta riguarda un articolo in ambito sanitario, inserito nel testo solo all’ultimo momento.

Perché si è discusso del suicidio assistito?

La questione riguardava il suicidio medicalmente assistito: si volevano definire procedure e regole per garantire sicurezza giuridica al personale sanitario. Secondo la Corte costituzionale, il diritto a ricorrere al suicidio assistito esiste già, entro condizioni chiaramente definite, e la non punibilità dell’aiuto al suicidio medicalmente assistito è stata riconosciuta. Poiché lo Stato fino a oggi non si è attivato in merito, alcune Regioni hanno provveduto nel frattempo con leggi proprie: lo stesso dovrebbe avvenire anche in Alto Adige.

Il tema ha però scatenato un ampio dibattito politico e sociale, ben oltre il Consiglio provinciale, anche perché l’assessore provinciale alla Salute Hubert Messner e la coalizione di maggioranza avevano già annunciato l’intenzione di ritirare l’articolo e di elaborare entro l’autunno un disegno di legge specifico. Diversi consiglieri e consigliere – Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), Franz Ploner e Paul Köllensperger (Team K), Franz Locher e Harald Stauder (SVP), Renate Holzeisen (VITA), e Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), così come il presidente della Provincia Arno Kompatscher – hanno appoggiato questa decisione, sostenendo che una questione etica così rilevante non dovrebbe essere inserita in una legge omnibus, ritenendo invece più adeguata una legge separata, che permetta un confronto approfondito e tempi di discussione adeguati. Andreas Colli (Wir Bürger – Noi cittadini – Nëus Zitadins) ha detto che Messner non aveva usato un sotterfugio, ma cercato certezza del diritto: evidentemente i tempi non sono ancora maturi; Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha criticato il silenzio sul “suicidio isolato” avvenuto durante la pandemia.

Altri consiglieri – Zeno Oberkofler e Brigitte Foppa (Gruppo verde), Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia), hanno invece sostenuto che l’articolo sul suicidio assistito dovesse rimanere nel testo, perché una regolamentazione rapida sarebbe molto importante sia per il personale sanitario sia per le persone interessate.

Il Consiglio provinciale ha infine votato a maggioranza per la soppressione degli articoli sul suicidio assistito. Modificata di conseguenza, la legge omnibus è stata  approvata.