Con la legge Modifiche a leggi provinciali in materia di istruzione, formazione professionale e cultura, artigianato, esercizi pubblici e commercio, approvata nella sessione di luglio dal Consiglio provinciale (20 sì e 14 astensioni), la Giunta ha voluto introdurre alcune novità, tra cui la partecipazione di collaboratori/trici all’integrazione al consiglio di classe, l’obbligo di compartecipazione dei genitori con la possibilità di sanzioni per chi non collabora, l’ampliamento della rappresentanza delle persone con disabilità, la possibilità di percorsi educativi individuali per alunni con background migratorioe di un unico periodo di valutazione, il riconoscimento delle attività nelle scuole di musica, il pagamento di tirocini universitari. Inoltre, la norma consente l’accesso all’università a chi ha il diploma di maestro artigiano. La proposta porta la firma degli assessori provinciali all’istruzione Philipp Achammer, Marco Galateo e Daniel Alfreider.
Gli interventi in aula di consigliere e consiglieri.
Durante il dibattito in merito, Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha criticato che la legge non considerasse situazioni famigliari difficili, difficoltà postume della pandemia o la problematica di reperire insegnanti. Percorsi individuali vanno bene, ma possono comportare ulteriore lavoro senza adeguate risorse; positiva è l’eliminazione di un periodo di valutazione. Secondo Zeno Oberkofler (Gruppo verde), bisogna offrire a ogni alunno/a un proprio percorso, a fronte di condizioni di partenza differenti; inoltre, la collaborazione scuola-famiglia non si ottiene con le sanzioni. Ha apprezzato l’apertura alle scuole di musica.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha esortato a togliere pressione sia ad alunni/e sia a docenti, e criticato la previsione di percorsi personalizzati solo per chi ha background migratorio e solo per l’apprendimento linguistico: è una disparità di trattamento. La corresponsabilità genitoriale è positiva in certi casi, ma difficoltosa in situazioni monoparentali.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha apprezzato le disposizioni che sollecitano i genitori a collaborare, comprese le sanzioni, e ritenuto che il problema della conoscenza linguistica vada risolto prima della scuola.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha condiviso il rafforzamento degli strumenti per alunni con background migratorio e gli strumenti di inclusione, ma ritenuto problematica la possibilità di sanzioni per i genitori: si devono considerare situazioni di fragilità.
Alex Ploner (Team K), da una cui mozione aveva avuto origine la disposizione sull’inserimento dei collaboratori all’integrazione nei consigli di classe, ha sostenuto però in generale che la norma non mantenesse le tante promesse fatte: è mancato il coraggio di puntare su percorsi nuovi, e le sanzioni compromettono il rapporto di fiducia.
Renate Holzeisen (Vita) ha contestato le sanzioni, ricordando che la pena pecuniaria tocca anche il bambino, perché incide sul bilancio famigliare.
Waltraud Deeg (SVP) ha apprezzato l’inclusione nei consigli di classe degli/delle insegnanti di sostegno, il sistema individualizzato, la considerazione delle biblioteche scolastiche; ha invitato a non criticare i genitori.
Harald Stauder (SVP) ha chiarito che la norma sulle sanzioni è un’ultima ratio per intervenire di fronte a genitori che dicono no a tutto.
Secondo Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia), la legge è “satellitare”, perché si occupa di tanti argomenti che hanno poco a che vedere le necessità vere: gli interventi abbassano il livello delle pretese della scuola, che deve insegnare a rispettare le regole. Tuttavia, ha sostenuto la legge in fase di voto.
In chiusura di dibattito, l’ass. Achammer ha chiarito la volontà di disciplinare il percorso individualizzato e annunciato linee guida sulle sanzioni, e l’ass. Galateo ha evidenziato l’obiettivo di una scuola più inclusiva.