I lavori del Consiglio provinciale seguono un ordine programmato, previsto dal Regolamento interno: ogni sessione si suddivide in tempo istituzionale, dedicato ad atti che spettano al Consiglio per legge, tempo per le proposte dell’opposizione e tempo per quelle della maggioranza. Quando accadono eventi di particolare interesse o gravità, può però succedere che consiglieri e consigliere chiedano alla Giunta di riferirne in aula: questo non rientra nel Regolamento interno, quindi solo se l’esecutivo accetta, questo intervento si aggiunge all’abituale programma dei lavori.
Le opposizioni chiedono informazioni
È accaduto in passato per ottenere informazioni sulla gestione della pandemia da coronavirus (2022) o sulle trattative per la riforma dell’Autonomia (2024), ed è successo di nuovo nell’ultima sessione di lavori, quella di luglio 2026: il 22 luglio scorso, su richiesta dei capigruppo dell’opposizione Brigitte Foppa (Gruppo verde), Sandro Repetto (Partito Democratico) e Paul Köllensperger (Team K), l’assessore Christian Bianchi e il presidente della Provincia Arno Kompatscher hanno riferito del crollo della parte centrale del Tribunale di Bolzano, avvenuto all’alba di giovedì 16.
La Giunta risponde
Il sollievo per il fatto che non ci fossero state vittime è stato il primo pensiero espresso da entrambi, insieme al ringraziamento a Protezione civile, Vigili del fuoco, unità cinofile e forze dell’ordine per il pronto intervento e la solidarietà alla presidente del Tribunale Francesca Bortolotti e al personale.
Christian Bianchi, competente sul patrimonio, ha riferito inoltre che l’edificio, completato nel 1956, era passato dallo Stato alla Provincia nel giugno 2018. Erano quindi stati stanziati 10 milioni per tutte le manutenzioni necessarie. Da allora, sono stati effettuati 183 interventi. Dopo che una valutazione sulla statica aveva evidenziato, nel 2024, una carenza di documentazione, erano state fatte verifiche, che avevano attestato l’idoneità statica dell’edificio, suggerendo però di alleggerire il carico dei piani superiori e di intervenire sui 4 pilastri principali. I lavori erano iniziati a giugno e uno dei pilastri era stato sostituito: non si sa ancora se questo abbia influito sul crollo, perché le indagini sono ancora in corso. L’assessore ha riferito anche degli immediati interventi di messa in sicurezza, attuati anche in collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni culturali: l’obiettivo, ha detto, è di eliminare le macerie e rinforzare le parti non crollate; nel frattempo, è stato subito fatto un avviso pubblico per cercare nuovi locali temporanei per i circa 200-250 dipendenti, in modo da poter riprendere le attività con il 1o ottobre: si stanno valutando quattro delle 20 offerte arrivate. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha aggiunto che tutte le successive decisioni dipenderanno dalle indagini, e sottolineato che l’attività del tribunale osserva sempre una pausa estiva ad agosto: in questo caso, la pausa sarà più lunga. Ha chiarito inoltre che, essendo ora impossibile accedere agli uffici che conservano le dichiarazioni di appartenenza linguistica, sarà temporaneamente possibile partecipare ai concorsi senza dichiarazione, presentando successivamente il documento: questo non cambia nulla in termini di proporzionale.
Al termine delle informative non sono previsti interventi, tuttavia, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha preso la parola per suggerire di considerare l’utilizzo del vecchio tribunale situato dietro al carcere di Bolzano, in via Dante, ora sede dei Carabinieri.