Alloggi vuoti, prezzi elevati: confronto su nuove idee per il mercato degli affitti

di Redaktion Redazione

In Alto Adige gli appartamenti disponibili sul mercato sono pochissimi, e vengono affittati a canoni molto elevati: una situazione che mette in difficoltà molte persone. Un modello che mira a riportare sul mercato gli alloggi sfitti è stato discusso in Consiglio provinciale: differenti le opinioni in merito.

Chi cerca un appartamento in affitto in Alto Adige deve avere tanta pazienza e risorse economiche, il che fa sì che siano soprattutto i giovani e le persone con background migratorio ad avere notevoli difficoltà a trovare un alloggio. Per questo, il tema torna regolarmente al centro della discussione nel Consiglio provinciale di Bolzano, come è avvenuto durante la sessione di lavori di ottobre 2026.

La proposta del Gruppo verde

Sono stati il consigliere e le consigliere del Gruppo verde Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer a presentare una mozione* che si ispira a un modello già adottato in Trentino, dove la Fondazione Trentino Abitare opera da intermediaria tra proprietari/e di immobili e persone in cerca di un alloggio.

L’obiettivo è aumentare il numero di appartamenti disponibili in affitto e offrire maggiori garanzie ai proprietari tramite assicurazioni, consulenza e accompagnamento. È risaputo infatti che uno dei motivi per cui alcuni proprietari e proprietarie non mettono il proprio immobile sul mercato degli affitti è il timore che il canone non venga pagato, o che l’immobile venga danneggiato senza che gli inquilini paghino i danni.

Perché il tema è così importante?

Secondo il promotore e le promotrici della mozione, le famiglie altoatesine spendono in media oltre il 40 per cento del proprio reddito per l’abitazione. Allo stesso tempo, l’offerta di appartamenti in affitto è molto limitata: molti alloggi vengono destinati ad attività turistiche oppure restano sfitti. Di conseguenza, i prezzi continuano a salire, mentre molti e molte giovani lasciano l’Alto Adige perché non riescono a realizzare qui il proprio futuro.

Opinioni diverse in Consiglio provinciale

Nel corso del dibattito in aula, Zeno Oberkofler (Gruppo Verde), primo firmatario della mozione, ha sottolineato che il problema abitativo è diventato una delle principali sfide sociali. A suo avviso, il modello trentino potrebbe contribuire a rimettere in circolazione gli appartamenti sfitti e a rafforzare il mercato degli affitti.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto maggiori dettagli sul funzionamento del modello trentino.

Sandro Repetto (Partito Democratico) si è espresso favorevolmente alla proposta, invitando però a coinvolgere anche le agenzie immobiliari. Ha quindi sottolineato l’importanza di garantire maggiori tutele ai proprietari in caso di mancato pagamento degli affitti.

Anche Paul Köllensperger (Team K) ha sostenuto l’iniziativa, considerando che città come Bolzano potrebbero diventare economicamente inaccessibili per i giovani. Ha rilevato però che una piattaforma di intermediazione da sola non basta: occorre aumentare complessivamente l’offerta abitativa.

Anche Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), sostenendo la mozione come parte di una serie di misure per rendere l’abitare più accessibile, ha rilevato la necessità di una maggiore offerta, ricordando le responsabilità dei Comuni in quest’ambito.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde), cofirmataria della mozione, ha affermato che il problema abitativo è stato sottovalutato per troppo tempo: sia gli inquilini sia i proprietari, ha detto, necessitano di maggiore sostegno e sicurezza.

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha criticato il fatto che negli ultimi anni il mercato degli affitti fosse stato trascurato, e aggiunto che la politica deve intraprendere nuove strade e coinvolgere maggiormente i Comuni.

Secondo Waltraud Deeg (SVP) la questione è particolarmente complessa, ma sono già state adottate diverse misure. Oltre alla politica, anche i proprietari sono chiamati ad assumersi responsabilità.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha osservato che molte persone hanno timore di affittare il proprio appartamento ed espresso dubbi sul fatto che una fondazione possa risolvere le cause profonde del problema: sono piuttosto necessarie maggiori garanzie giuridiche per i proprietari.

Madeleine Rohrer (Gruppo Verde), anch’essa cofirmataria della mozione, ha contestato l’idea che affittare sia di per sé problematico: citando esperienze positive, ha sottolineato la necessità, per l’Alto Adige, di disporre nel lungo periodo di un mercato degli affitti più ampio e funzionante.

La posizione della Giunta provinciale

In replica, l’assessora provinciale all’Edilizia abitativa Ulli Mair ha dichiarato che gli obiettivi della mozione coincidono sostanzialmente con quelli della Giunta provinciale, che intende rafforzare il mercato degli affitti e ridurre gli ostacoli esistenti. Tuttavia, l’esecutivo sta già lavorando a proprie soluzioni insieme ai diversi attori del settore abitativo: per questo, ha proposto di sospendere la trattazione della mozione e ha invitato Oberkofler a partecipare al tavolo di lavoro attivato in quest’ambito. Il proponente si è detto disponibile al dialogo, ma ha comunque voluto sottoporre la proposta al voto.

L’esito della votazione

Alla fine, la mozione è stata respinta a maggioranza. Il dibattito ha però mostrato chiaramente che la questione abitativa in Alto Adige continuerà a essere un tema centrale in Alto Adige, e pertanto anche in Consiglio provinciale. Molti consiglieri e consigliere si sono infatti trovati d’accordo almeno su un punto: per consentire ai giovani di costruire il proprio futuro in Alto Adige, servono più alloggi a prezzi accessibili e nuove idee per il mercato abitativo.

* Documento politico con cui si chiede alla Giunta provinciale o al Consiglio provinciale di adottare determinate misure.