Annullare o no? Discussione sulle multe ai tempi del Covid

di Redaktion Redazione

La pandemia è alle spalle, ma le sue conseguenze occupano ancora la politica: in Consiglio provinciale si è discusso sull’annullamento delle multe per il mancato utilizzo delle mascherine all’aperto, con punti di vista differenti.

Sono passati alcuni anni dalla pandemia da Coronavirus, ma l’elaborazione politica di quel periodo occupa ancora il Consiglio provinciale di Bolzano. Se, da un lato, da circa un anno è al lavoro la Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità, dall’altro vengono presentate spesso in aula mozioni* sul tema. È accaduto anche all’inizio di luglio, quando è stata discussa una mozione di Renate Holzeisen (VITA) che chiedeva di sospendere la riscossione delle sanzioni inflitte ai cittadini per il mancato uso delle mascherine all’aperto, annullarle e restituire gli importi già pagati.
Holzeisen ha motivato la propria richiesta con il fatto che tale obbligo risulta oggi chiaramente non sensato né proporzionato, nonché con la spiegazione che la Segreteria generale della Provincia non aveva le competenze per intervenire con sanzioni: i relativi provvedimenti sarebbero quindi illegittimi.

Gli interventi di consigliere e consiglieri

La proposta è stata appoggiata da diversi componenti del Consiglio, tra cui Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), che ha ricordato una mozione analoga del proprio gruppo consiliare aggiungendo che, guardando al passato, le regole imposte allora hanno comportato misure esagerate: è pertanto importante riconoscere ora onestamente gli errori fatti.
Anche Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) si è detto a favore dell’annullamento; ha inoltre criticato la gestione politica di allora, e rilevato che era giunto il momento di assumersi le relative responsabilità.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha fatto riferimento alla necessità di una base giuridica per sospendere sanzioni. Ha comunque sostenuto la mozione, se la Giunta avesse individuato una procedura giuridicamente corretta.
Simile la posizione di Franz Ploner (Team K): anch’egli ha evidenziato possibili ostacoli giuridici, ma ha rilevato che una soluzione in collaborazione con lo Stato sarebbe un importante segnale di rielaborazione della pandemia.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha ricordato di aver criticato già allora l’obbligo di mascherina: l’annullamento delle sanzioni potrebbe contribuire a promuovere la pacificazione sociale.
Andreas Colli (Wir Bürger– Noi Cittadini – Nëus Zitadins) ha ricordato una propria simile proposta di qualche anno fa e parlato di decisioni sbagliate. Un annullamento delle sanzioni potrebbe aiutare a ristabilire la fiducia nella politica.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha ringraziato la collega Holzeisen per la sua perseveranza e aggiunto che dai lavori in commissione d’inchiesta è emerso che non tutte le decisioni sono state corrette: rimediare agli errori è un segnale importante.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha annunciato voto favorevole alla parte dispositiva. Quale presidente della commissione d’inchiesta, ha sottolineato che non si tratta di individuare colpevoli, ma di capire cos’è successo, per contribuire alla riappacificazione della società.

La posizione della Giunta e la votazione


Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato nella replica che sia lui sia l’assessore alla Salute Hubert Messner, con le conoscenze di oggi, prenderebbero decisioni diverse, anche relativamente all’obbligo di mascherine all’aperto. Ha comunque chiarito che si trattava di una misura nazionale, e che la Provincia era competente solo per la gestione delle sanzioni. Dal punto di vista della Giunta, non c’è una base per l’annullamento, né è possibile che ognuno decida di non rispettare una norma perché non la ritiene giusta e perché forse in futuro sarà abolita. Nel proprio intervento finale, Renate Holzeisen ha respinto questa posizione e ribadito la propria convinzione che la Provincia sia andata oltre le proprie competenze.

Alla fine, la mozione è stata posta in votazione per parti separate e respinta: le due proposte principali – sospensione e annullamento delle multe – hanno ricevuto pari numero di sì e di no – 17 e 17; tuttavia, anche in caso di parità una proposta risulta respinta, in quanto manca una chiara maggioranza a favore.

*la mozione è una proposta che affida alla Giunta o all’Ufficio di presidenza del Consigli determinati compiti.