(A)social media

di Redaktion Redazione

I social media sono uno spazio di libertà o “danno diritto di parola a legioni di imbecilli” (Umberto Eco)?

Tutti possiamo esprimere la nostra opinione sempre e ovunque. Questo diritto fondamentale alla libertà di espressione è sancito dalla Costituzione e si applica anche a Internet. Ma si può davvero dire tutto su Internet?

Internet sta cambiando la libertà di espressione?

Nei social network o sui forum online tutti abbiamo l’opportunità di esprimere liberamente ciò che pensiamo e di discutere con gli altri sui temi più vari. Il più delle volte è ancora più facile per noi esprimere la nostra opinione su Internet, perché non dobbiamo guardare nessuno negli occhi e non sempre riceviamo o dobbiamo dare un feedback diretto sulle nostre affermazioni.

Da una parte questo è positivo perché ci aiuta a esercitare il nostro diritto alla libertà di espressione con più coraggio. Dall’altra a volte ci dimentichiamo della nostra buona educazione. Perché dietro ad uno schermo è più facile e veloce offendersi che guardare qualcuno negli occhi.

“Shit Storms”, incitazione all’odio e “cyber mobbing” hanno purtroppo trovato molto spazio nella nostra vita quotidiana. In molti angoli della rete si leggono commenti offensivi o persino minacce sotto post o articoli. La maggior parte degli utenti non è nemmeno consapevole del fatto che questo comportamento non solo ferisce i sentimenti delle persone, ma danneggia anche la libertà di espressione e porta persino talvolta a commettere reati.

I limiti della libertà di espressione

Dove finisce la libertà di espressione? L’articolo 21 della Costituzione italiana dice: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. […]“ Il codice penale stabilisce inoltre che un’offesa può essere punita con la reclusione fino a 6 mesi, la diffamazione e la minaccia possono essere puniti anche fino a un anno.

La nostra società funziona perché l’abbiamo costruita su diritti fondamentali come la libertà di espressione. E ciascuno di questi diritti fondamentali si applica finché non viola un altro diritto fondamentale. Ad esempio il diritto fondamentale alla dignità della persona, alla libertà personale o all’integrità fisica e mentale.

Chiunque insulti, disprezzi o addirittura minacci gli altri in un social network o su un forum online sta oltrepassando i confini della libertà di espressione perché sta violando i diritti personali fondamentali della persona. È qui che finisce la libertà di espressione.

Misure per proteggere la libertà di espressione e la dignità di tutti gli utenti

In Alto Adige alcuni portali online ricevono finanziamenti dalla Provincia. La legge provinciale numero 6 del 18 marzo 2002, obbliga a pubblicare i termini di utilizzo per gli utenti che regolano il comportamento sulla piattaforma. Devono inoltre assicurarsi che i propri utenti creino account personali, non trasferibili e protetti da password. Questo dovrebbe aiutare a garantire che le discussioni siano condotte in modo rispettoso e costruttivo.

Purtroppo è stato dimostrato che queste norme non sono sufficienti per garantire una  convivenza virtuosa nei forum online dell’Alto Adige. Pertanto il Consiglio provinciale ha ora deciso che la legge provinciale numero 6 del 18 marzo 2002 dovrebbe essere ulteriormente modificata.

I portali online che ricevono finanziamenti pubblici dovrebbero garantire che i propri utenti si registrino con nomi reali sulla piattaforma. I gestori di questi portali devono anche controllare attentamente tutti i commenti e moderare le discussioni. Inoltre il Consiglio provinciale vuole elaborare  in collaborazione con il Comitato provinciale per le communicazioni un “modello di etichetta” per le regole di condotta su Internet, che i portali online devono adottare.

Qui puoi trovare aiuto se vieni offeso, insultato o sei vittima di bullismo online:

Polizia Postale, Bolzano

Tel.0471 531413

E-mail poltel.bz@poliziadistato.it

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