Come viene visto, dall’esterno, l’Alto Adige? E quali sono le sfide del futuro per la provincia? Queste le domande al centro della tavola rotonda “Alto Adige in dialogo – Prospettive dall’esterno”, ospitata il 17 aprile scorso nella sala sedute del Consiglio provinciale di Bolzano, durante la quale l’amministratrice delegata della Deutsche Bahn Evelyn Palla, il giornalista, autore e docente di giornalismo investigativo Alessio Lasta, l’esperto di politica estera e redattore del settimanale “Die Zeit” Ulrich Ladurner e il presentatore della ZDF, autore e podcaster Markus Lanz, professionisti altoatesini con carriere internazionali, hanno discusso apertamente di opportunità, rischi e verità scomode riguardanti l’alto Adige.
Il denaro da solo non basta
Ladurner e Lanz hanno concordato su un fatto: il denaro da solo non basta per risolvere i problemi, e l’Alto Adige è diventato in molti settori vittima del proprio stesso successo. Lanz ha sostenuto, con piglio critico, che sempre più persone avrebbero l’impressione che la provincia loro provincia si dia da fare “solo per i turisti”, e questo considerando solo il punto di vista economico, ma non la garanzia di uno spazio vitale, dove non si debba combattere con un costo della vita eccessivo. Si prenda, per esempio, il turismo sciistico: secondo Ladurner, va detto senza paura che questa industria non ha futuro, anche per via del cambiamento climatico: guai, però, a imporre una trasformazione drastica; bisogna piuttosto agire con cautela, in modo che il tutto sia sostenibile socialmente.
Affrontare l’AI con l’artigianato
Nel corso del dibattito, è emerso un messaggio importante per i giovani e le giovani: l’Intelligenza Artificiale – AI modificherà molti lavori e professioni, ma non tutti. Come sottolineato da Lanz, l’artigianato, ambito nel quale l’Alto Adige ha grande tradizione, offre enormi opportunità: ben lungi dall’essere una nicchia del passato, esso rappresenta un ambito in cui creatività, abilità pratiche e competenze difficilmente sono sostituibili dall’AI.
Migrazione: guardare la realtà senza paure
Il tema della migrazione è stato uno dei più discussi. Lasta ha ricordato che quello dei migranti è ormai “il terzo gruppo linguistico” della provincia, aggiungendo che la politica non dovrebbe affrontare la questione promuovendo le paure o arroccandosi su ciò che divide, ma gestendola in modo attivo. Ha aggiunto Lanz: l’Alto Adige ha bisogno dell’immigrazione, anche per il turismo, e non è una società senza cuore.
Puntare agli obiettivi mantenendo la flessibilità
Uno sguardo alle competenze decisionali dei vertici è stato offerto da Palla, che ha spiegato, facendo ricorso alla propria esperienza, quanto sia importante mantenere coerenza nel perseguire gli obiettivi, anche se la strada è impervia. Nell stesso tempo, bisogna avere il coraggio di effettuare aggiustamenti, se le condizioni quadro si modificano: un atteggiamento necessario sia per i manager che per la politica. Ladurner l’ha detto ancora più chiaramente: la politica non deve avere paura, né dei problemi da risolvere né di elettori ed elettrici: deve, invece, essere coraggiosa e promuovere il cambiamento.
In Alto Adige i problemi da affrontare non sono insormontabili, ha aggiunto Palla, manifestando piena fiducia nella Giunta provinciale: non ha inteso dare consigli da fuori, ma riferito che anche nella Deutsche Bahn si procede risolvendo i problemi laddove questi emergono.
Garanzie per i giovani
La questione centrale emersa dal confronto è che l’Alto Adige si trova a una svolta, e che il successo del passato non è una garanzia per il futuro: quello che conta è il coraggio di evolversi che devono avere politica e società. Un ruolo centrale, in quest’ottica, spetta ai giovani e alle giovani, che resteranno in provincia se si mostreranno loro le opportunità del territorio, garantendo alloggi a prezzi accessibili e dando risposta non solo alla loro ricerca di posti di lavoro interessanti, ma anche alle loro richiesta di rispetto climatico e di ritmi di vita più umani.
