La privacy dei minori: come tutelarla sui mass media?

di Redaktion Redazione

Come si concilia il diritto di cronaca con quello delle persone minorenni alla riservatezza? Lo ha chiarito un evento formativo organizzato a Bolzano dal Comitato provinciale per le Comunicazioni.

Metti il caso che tu sia protagonista di un episodio di cronaca: per esempio, perché uno dei tuoi genitori è un personaggio noto e i giornali parlano delle vostre vacanze, oppure perché vieni coinvolto in un incidente stradale. Ebbene, in quanto minorenne, il tuo nome, la tua età e altri dati che permettono il tuo riconoscimento, per non parlare della tua immagine, non devono comparire nell’articolo o nel servizio televisivo che descrivono l’evento.

Il tema della garanzia della riservatezza relativo ai minori e alle minori nell’ambito del rapporto con i media è stato al centro del corso di formazione per giornalisti e giornaliste organizzato recentemente, a Bolzano, dal Comitato provinciale per le Comunicazioni* insieme all’Ordine dei giornalisti del Trentino-Alto Adige e con il sostegno dell’Ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza e della Polizia Postale.

Scopo dell’evento formativo era di illustrare i principi deontologici (vale a dire, quelli relativi a un codice etico di rispetto e correttezza) che le giornaliste e i giornalisti devono osservare nello svolgimento della professione e approfondire rapporto, ruolo e funzioni del Comitato provinciale comunicazioni e della Garante per l’infanzia e l’adolescenza, nonché conoscere le attività messe in atto dalla Polizia Postale nella prevenzione e nel contrasto ai reati online a danno dei minori.

Il parere degli esperti

In merito, sono intervenuti diversi esperti ed esperte.
Michele Partipilo, giornalista, già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, ha spigato come, nel nostro ordinamento, i minorenni godano di particolari tutele per non compromettere il loro sviluppo psicofisico: “In molti casi, i relativi dati non possono essere diffusi neppure col consenso dei genitori”. Le regole da rispettare, ha chiarito, sono contenute in specifici documenti deontologici: dalla Carta di Treviso al Codice deontologico.

Judith Gögele, presidente del Comitato provinciale per le Comunicazioni, ha illustrato le funzioni e il ruolo del Comitato come presidio di garanzia territoriale per la tutela dei minori nei media: esso svolge un monitoraggio costante delle emittenti televisive e promuove iniziative di alfabetizzazione mediatica, “tra cui il progetto del patentino digitale e le campagne di sensibilizzazione contro l’odio in rete”, ha spiegato.

Daniela Höller, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, sottolineando il proprio ruolo di promozione, tutela e protezione dei diritti dei e delle minori, ha proposto “buone pratiche per un’informazione rispettosa della privacy”, chiarendo che quando sono coinvolti minorenni “un’informazione responsabile è indispensabile: informare sì, ma senza rendere identificabile il minore e senza esporlo ai riflettori mediatici”.

Sicurezza anche online

Oltre che delle regole di garanzia che i media sono chiamati a rispettare, nel corso si è parlato anche di sicurezza online: Raffaele Federici, Vice Questore Aggiunto – Dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per il Trentino-Alto Adige, ha riferito che “l’attività della Polizia per la Sicurezza Cibernetica, oltre che sul lavoro investigativo, si basa sulla prevenzione e il contrasto dei reati online in danno dei minori, con particolare riferimento all’adescamento, al cyberbullismo e alle altre forme di violenza digitale”. Ha quindi sottolineato l’importanza di educazione digitale e promozione di un uso consapevole e sicuro della rete e dei social media.

* organo di garanzia indipendente con funzioni di vigilanza e controllo per la tutela degli e delle utenti nel settore dei media a livello locale, insediato presso il Consiglio provinciale di Bolzano