Il 5 settembre 2026 ricorre l’80º anniversario della firma del Trattato di Parigi, noto anche come Accordo Degasperi-Gruber. Questo documento ha tuttora una grande influenza sulla vita in Alto Adige, perché costituisce il fondamento dell’autonomia altoatesina e del suo ancoraggio internazionale: è, pertanto, la base di molti diritti e delle competenze di cui oggi dispone la Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige.
Inserito nel Trattato di pace
L’Accordo, firmato nel 1946 a margine della Conferenza di pace di Parigi, al termine della Seconda guerra mondiale, prende il nome dall’allora presidente del Consiglio italiano Alcide Degasperi* e dal contemporaneo ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber. La stipula tra Italia e Austria venne inserita nel Trattato di pace degli Alleati con l’Italia.
L’Alto Adige era diventato parte dell’Italia già dopo la fine della Prima guerra mondiale: con il Trattato di Parigi, furono garantite ai sudtirolesi di lingua tedesca e ladina misure speciali per la tutela del carattere etnico e dello sviluppo economico e culturale. Allo stesso tempo, l’Alto Adige rimaneva parte dell’Italia.
Il Trattato di Parigi non fu però la conclusione, bensì l’inizio di un lungo percorso. Su questa base venne emanato, nel 1948, il primo Statuto di autonomia: molti e molte sudtirolesi ne erano tuttavia insoddisfatti, perché importanti competenze erano attribuite alla Regione Trentino-Alto Adige e la Provincia di Bolzano aveva possibilità decisionali limitate. Solo il secondo Statuto di autonomia del 1972 portò competenze nettamente maggiori per l’Alto Adige. In seguito a ulteriori sviluppi giuridico-politici a livello statale, nel 2026 vi è stata una nuova riforma dell’autonomia, volta a garantire ulteriori competenze all’Alto Adige.
Un modello di successo internazionale
Oggi, l’autonomia altoatesina è considerata a livello internazionale un modello di successo, che avvantaggia tutti e tre i gruppi linguistici del territorio: tedesco, ladino e italiano. Essa consente di disciplinare molte questioni direttamente sul posto, invece di attendere decisioni da Roma. L’Alto Adige dispone di ampie competenze, ad esempio nei settori della formazione professionale, della cultura, della pianificazione territoriale, della tutela del paesaggio, dell’artigianato o del trasporto pubblico locale: ciò consente di prendere decisioni politiche che meglio si adattano alle esigenze della popolazione. Contemporaneamente, l’autonomia tutela la diversità linguistica e la convivenza dei tre gruppi linguistici.
Un ruolo centrale è svolto dal Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, il Parlamento della provincia, cui spetta l’approvazione di leggi provinciali che regolano le citate competenze: le sue prerogative legislative derivano proprio da quell’autonomia che ha la sua origine nel Trattato di Parigi. Senza questo accordo internazionale, non esisterebbe l’attuale forma di autogoverno.
Si afferma spesso che l’attuale benessere economico dell’Alto Adige poggi sull’autonomia. Oggi la Provincia autonoma di Bolzano può amministrare autonomamente gran parte delle entrate fiscali generate sul territorio; solo una parte confluisce nelle casse dello Stato, affinché questo possa finanziare le competenze che gli spettano esclusivamente, come immigrazione, difesa, polizia o giustizia.
Tutela delle minoranze e partecipazione politica al centro
80 anni dopo la sua firma, il Trattato di Parigi è quindi molto più di un documento storico. Esso testimonia quanto siano importanti la tutela delle minoranze, il dialogo e la partecipazione politica; ma, soprattutto, dimostra come un accordo internazionale possa plasmare lo sviluppo di un territorio per generazioni, fino al presente e al futuro dell’Alto Adige.
*nei documenti si trova sia il cognome Degasperi sia la versione De Gasperi: la Fondazione intitolata allo statista informa che egli stesso li ha usati entrambi, anche se il cognome alla nascita era Degasperi.